39
20
6

Carlo Felice "Il Fermo" (a Torino "Carlo Feroce") 1821-1831

< | BIANCAMANO | amedeo I | ODDONE | PIETRO I | amed. II | umberto II | amed. III | umb. III | TOMMASO | amed. IV | BONIFACIO | PIETRO II  | FILIPPO I | amed. V | EDOARDO | AIMONE | amed. VI | amed. VII | amed. VIII | LUDOVICO | amed. IX | FILIBERTO I | CARLO I | Carlo g. a. | FILIPPO II | FILIB. II | CARLO II | C. Emanuele I | E. FILIB. | V. amed. I | FR. GIACINTO | C. EMAN. II | V. amed. II | C. EMAN. III | V. amed. III | C. Eman. IV | V. Eman. I | C. Felice | C. Alberto | V. Eman. II | umb. I | V. Eman. III | umb. II
carlo felice monetaFratello dei suoi due predecessori, nacque il 6 aprile 1765, Carlo Felice  era l'undicesimo figlio di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonietta Ferdinanda di Borbone - Spagna.
Sposò il 6 aprile 1807 Maria Cristina di Borbone, nipote di Maria Antonietta regina di Francia, Infanta delle Due Sicilie.
Fu viceré di Sardegna (con intervalli) dal 1799 al 1821. Divenne duca di Genova dopo che il Congresso di Vienna trasformò la Repubblica genovese in ducato e l'assegnò al regno di Sardegna.
Quando suo fratello Vittorio Emanuele I abdicò il 13 maggio 1821 in suo favore, Da Modena, dove si trovava, sconfessò il reggente Carlo Alberto che aveva concesso la costituzione: 
“Se avete ancora una goccia di sangue reale sabaudo dovete partire per Novara e attendere ordini”, e chiese l'intervento austriaco per reprimere l'insurrezione.
carlo feliceAssolutista e sostenitore della monarchia per diritto divino, si oppose a qualsiasi forma di liberalismo. e, dopo aver severamente colpito gli autori del moto rivoluzionario del '21, limitò le sue cure al campo economico, giudiziario (codice del '27) e militare (spedizione contro i pirati barbareschi di Tripoli del 1825).
Furono dieci anni di grigiore anche per quanto riguarda la cultura, (stesso stile dei fratelli), parzialmente riscattato dall’acquisto della collezione Drovetti (Museo egizio), dalla fondazione della Reale Compagnia Drammatica e del teatro di Genova, e dalla riforma dell’accademia di pittura e scultura.
In politica estera si dimostrò più vicino di suo fratello all'Austria, di cui rimase fedele alleato fino alla morte. Il suo ministro dell'interno, il savoiardo Roget de Cholex, aveva carta bianca, secondo il motto "non sono diventato re per essere tormentato".
Carlo Felice non aveva un buon rapporto con Torino, giudicata troppo liberale, e la cosa era reciproca: i torinesi lo soprannominarono “Carlo Feroce” 
La coppia reale preferiva la Savoia e lo dimostrò promuovendovi opere di vario tipo e scegliendola come ultima dimora.
carlo feliceFu promosso il restauro di Altacomba, che fu poi affidata ad una comunità monastica e dove si celebrarono cerimonie solenni in onore dei tanti principi ivi sepolti, furono effettuati importanti lavori di arginamento delle valli d’Isere e Arc, miglioramenti della rete stradale e il ripristino della Scuola delle Mine a Pasey.
Carlo Felice morì a Torino il 27 aprile 1831 e, secondo le sue volontà, fu sepolto nell’Abbazia di Altacomba, nonostante fosse ormai tradizione per i Re di Sardegna riposare nella Basilica di Superga.)
Con lui si spense il ramo principale della Dinastia passando la Corona al suo lontano cugino Carlo Alberto del ramo cadetto dei Savoia-Carignano.
Per approfondire:  
F. Lemmi, Carlo Felice. Torino, 1931.
Link
http://www1.crui.it/musei/StoriadeiPersonaggi.asp?IDP=90
http://www.riccati.it/risorgi/cfelice.htm  

H ritorno